Mercoledì 12 Febbraio 2020

Interiman Group? «Motivante, dinamico, a misura d’uomo»

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Sono questi alcuni degli aggettivi attribuiti spontaneamente dai collaboratori del gruppo alla società presso cui lavorano, durante l’indagine sul grado di soddisfazione del personale condotta lo scorso anno a livello nazionale. Svolto una seconda volta, dopo quello del 2017, questo sondaggio di ampio respiro, condotto dall’istituto indipendente Mediactif, mette anche in luce il sentimento di orgoglio e la lealtà dei team nei confronti del gruppo, che fa tesoro dei risultati emersi per migliorare i suoi servizi a livello interno.

Ogni indagine volta a misurare il grado di soddisfazione è il fotogramma di un’azienda in un determinato istante, e se da un lato i risultati emersi forniscono insegnamenti preziosi, dall’altro obbligano la direzione a dimostrare una certa umiltà, nel tenere conto di commenti formulati dai suoi collaboratori in forma anonima. Interiman Group aveva già tentato quest’esperienza nel 2017, rivolgendosi all’istituto indipendente Mediactif, uno specialista nel settore, vantando più di 1000 indagini in un arco di trent’anni, per poi mettere in campo una serie di misure concrete sulla base dei risultati ottenuti. «Abbiamo per esempio armonizzato il diritto alle ferie all’interno del gruppo, dal momento che sussistevano alcune disparità tra diverse regioni linguistiche, creando in parallelo un Intranet volto a facilitare la comunicazione interna», spiega Jasmine Leuthold, Direttrice delle risorse umane, che evidenzia i risultati positivi emersi durante questa prima indagine.

Senso di orgoglio e lealtà nei confronti del datore di lavoro

Che dire del sondaggio del 2019? È stato di nuovo condotto da Mediactif sotto forma di un misuratore della qualità della vita sul posto di lavoro, col vantaggio di poter essere condiviso da una trentina di società svizzere specializzate in svariati settori (assicurazioni, banche, industria, sanità, servizi, ecc.). Il vantaggio di questo benchmark, secondo Mediactif, è quello di consentire non solo un’analisi dei servizi di una società, ma anche un confronto con gli altri partecipanti. Così, sulla base di tale questionario, articolato in nove sezioni e composto da una sessantina di quesiti, Interiman Group ha avuto anche modo di valutarsi in rapporto ad altri operatori e di misurare i suoi progressi dal 2017.

I risultati sono stati a tal riguardo incoraggianti. «Abbiamo potuto di nuovo contare su un gran numero di partecipanti, con l’82% dei nostri collaboratori che ha deciso di rispondere ai quesiti, il che rappresenta già di per sé un indicatore positivo. Inoltre, non abbiamo soltanto confermato lo stesso risultato di due anni fa, ma siamo anche migliorati su alcuni criteri, a partire dal senso di orgoglio e dalla lealtà nei confronti del datore di lavoro», osserva Jasmine Leuthold, precisando come la domanda sull’orgoglio abbia portato a valutazioni universalmente positive. «Quasi un collaboratore su due, il 47% per la precisione, ci ha assegnato il punteggio massimo di 6, mentre il 29% ha attribuito 5, per un punteggio complessivo di 5,1, superiore a quello del benchmark».

La direzione in sintonia con la base

Le risposte spontanee fornite dagli intervistati a cui è stato chiesto di descrivere Interiman Group con tre parole ha rivelato un’ulteriore tendenza positiva. «Il 37% dei nostri collaboratori ha infatti impiegato i termini “motivante” e “dinamico”, mentre il 29% ha espresso concetti quali “a misura d’uomo”, “piacevole”, “familiare” o ancora “con atmosfera positiva”. Il risultato appare ancora più incoraggiante se pensiamo che ciascuno doveva formulare la sua personale risposta e non sceglierla da una serie di termini prestabiliti», prosegue la Direttrice delle risorse umane di Interiman Group.

Tra gli altri punti forti del gruppo, emersi dall’indagine sul grado di soddisfazione, figurano la valorizzazione del proprio lavoro, gli obiettivi chiari, il rapporto tra colleghi, la fiducia nel responsabile, il senso del lavoro, la presenza di una persona di contatto in caso di problemi e la messa a frutto delle competenze. «Se dovessimo pensare a un ambito in cui migliorare, sarebbe quello relativo alle aree di riposo. Nel caso specifico, siamo tuttavia consapevoli che, con una sessantina di sedi di lavoro sparse in tutta la Svizzera, è difficile essere totalmente immuni da difetti. In ultimo, ma non meno importante, l’indagine ha rivelato che i risultati ottenuti dal sondaggio non differiscono di molto dall’idea che ha la direzione in merito alle condizioni di lavoro, mostrando come i responsabili non siano sganciati dall’ambiente in cui operano», conclude Jasmine Leuthold.